12 - 24 novembreINFORMAZIONI:
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Con il patrocinio della CITTA' di TORINO,
il contributo della REGIONE PIEMONTE
e FONDAZIONE CRT,
in collaborazione con il CRUT (Università di Torino)
e con il sostegno di
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LA COMMEDIA DELL’ARTE
L’ Improvvisa tra XVI e XVII secolo
condotto da Mauro Piombo
assistente per la tecnica gestuale Luca Campanella
La Commedia dell’Arte è un genere teatrale popolare antico, appare
in Italia nel XVI secolo e si diffonde rapidamente in tutta Europa - caratteri
come Arlecchino e Pulcinella sono patrimonio del teatro universale - inventando
il mestiere del teatro e influenzando profondamente il teatro europeo.
Lo studio della Commedia dell’Arte è di importante valore formativo
per l’attore e di assoluto riferimento per lo studio dell’arte
teatrale.
Elemento fondamentale del lavoro è la riscoperta della Maschera.
La maschera è depositaria delle forme ancestrali del teatro dell’uomo,
rivendica una cultura antica, rituale, di un teatro universale, in cui l’attore è “creatore” e
non “re-citatore” di parole altrui.
L’ Improvvisa nasce nelle piazze, nei carnevali e si nutre dei “suoni” del
grande patrimonio delle lingue popolari: la Commedia dell’Arte è ARTE
COMICA per eccellenza.
TEMI E CONTENUTI
CENNI STORICI: Origini, fioritura e decadenza della Commedia dell’Arte
LE MASCHERE : significati, tipologie e uso
I TIPI FISSI : Zanni, Capitani, Vecchi, Innamorati
L’IMPROVVISAZIONE : mestiere e disciplina d’attore
LA COMICITA’ : poetica della sopravvivenza; principi comici universali
GLI SCENARI
LA COMMEDIA DELL’ARTE OGGI : Il comico dell’Arte – Il
comico Moderno
Dal 12 al 23 novembre Orario : dalle 14.00 alle 20.00
Sede di lavoro: Teatranzartedrama via palestro 9 Moncalieri (Torino)
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Fare Commedia dell’Arte Oggi
regia o capocomicato?
Commedia dell’Arte ha significato in primo luogo drammaturgia e teatro
d’attore, di un attore non dipendente da un testo scritto, padrone di
tecniche espressive tali da consentirgli, sulla base di un semplice canovaccio,
la recitazione scenica all’Improvviso.
Una moderna rivisitazione del teatro e dei segreti dell’Arte conserva
e riproduce straordinarie opportunità di apprendimento di tecniche espressive
non convenzionali, a partire dall’espressione corporea fino all’impiego
della maschera; tuttavia, in un quadro culturale e artistico ormai lontano
dal contesto originale, si pongono questioni importanti, strettamente connesse
alla didattica e alle modalità di messa in scena, all’organizzazione
drammaturgica, alla programmazione in funzione di un certo pubblico. Come realizzare
spettacoli in forme congruenti e compatibili con lo spirito e i caratteri essenziali
della vecchia Improvvisa? Quali processi produttivi? Quali contenuti? E soprattutto:
quali specifiche professionalità nel campo della direzione artistica,
forse a cavallo tra il tradizionale concetto di capocomicato e quello più recente
di regia?
Intervengono Ambrogio Artoni e Lido Gedda docenti di discipline teatrali
Facoltà di Scienze della Formazione Università di Torino
Claudia Contin e Ferruccio Merisi Scuola Sperimentale dell’Attore (Pordenone)
Sandra Cavallini Teatro del Frizzo – Laboratorio Comico Bologna
Mauro Piombo Laboratorio Permanente sulla Commedia dell’Arte Torino
Ore 14.30 – L’Espace via mantova 38 Torino ingresso libero
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Presentazione canovacci
a cura dei partecipanti allo stage sulla Commedia dell’Arte
Ore 18.30 – L’Espace via mantova 38 Torino ingresso libero
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Arlecchino e il suo Doppio
studio per una sopravvivenza
testi di Ferruccio Merisi e Claudia Contin
con Claudia Contin regia Ferruccio Merisi
Arlecchino e il suo Doppio è un dialogo, ovvero – all’antica – un “contrasto”,
tra la maschera più incosciente e biricchina che ci sia e un suo quasi-opposto
e contrario, un’ombra che a tratti prende la sembianze di Amleto. E’ un
dialogo tra la Commedia dell’Arte – secondo la cifra stilistica
della Scuola Sperimentale dell’Attore – e la tragedia.
In definitiva è un dialogo tra la “disperazione sociale”,
purtroppo sempre più motivata dalla storia contemporanea, e l’incrollabile
sorriso della “fame” di vivere. A tratti sembra che i due poli
si confondano e si rovescino. In mezzo sta un “neutro”, l’attore
e lo spettatore insieme, che con poche citazioni pop-rock testimonia la sua
appartenenza al tempo di oggi e proietta il contrasto antico nella dimensione
di un dibattito interiore tutto contemporaneo, non risolto e appena consolato
appunto da qualche eco di quella lunga ballata multiforme di una generazione
che ha sfogato nella musica la sua impossibilità di rivoluzione.
Si può dire che in questo spettacolo sperimentale Arlecchino affronta
la realtà contemporanea, ma lo fa senza mutarsi, senza aggiornare il
suo vocabolario, e anzi misurando la reciproca follia proprio grazie al “mantenimento
delle distanze”.
Enrambi i personaggi – Arlecchino e l’Ombra – sono realizzati,
con l’insostituibile sostegno delle virtù performative di Claudia
Contin, attraverso una tecnica molto elaborata, che fa “danzare” l’attore
tra forme molto precise e stilizzate, ricavate con rigore millimetrico dalla
iconografia, storica e filosofica per quello che riguarda la Commedia dell’Arte,
e ricavata invece, per quanto riguarda lo “pseudo Amleto”, dall’opera
pittorica di Egon Schiele.
Ore 21.30 – L’Espace via mantova 38 Torino
Ingressi : intero 6 € ridotto 4 €
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Info : 011.643.038